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Sempre più social sempre meno sportivi

Sempre più social sempre meno sportivi

Ebbene si siamo sempre più social e meno persone sportive, e non riguarda solo una categoria ma coinvolge molte generazioni dai più piccoli ai più grandi. A dire questo è un sondaggio online condotto dall'Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullism (Di.Te) su un campione di 500 persone di età compresa tra i 15 e i 50 anni.

Ecco alcuni dati emersi dalla ricerca

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L’Italia è fuori!

In questi giorni in cui l’Italia nazionale di Calcio è uscita dalla qualificazione mondiali ci siamo ritrovati, noi del sito www.alboistruttori.com, intorno ad un tavolo chiedendoci se era il caso o meno dire anche noi la nostra su questa vicenda.

Lasciando da parte le critiche su scelte tecniche o quant’altro vogliamo riportarvi alcuni punti su cui ci siamo trovati d’accordo, eccoli:

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E' difficile oggi giorno accaparrarsi il cliente e tenerselo stretto. Spesso la domanda di titolari o responsabili di palestre è come riuscire ad organizzarsi per gestire al meglio i clienti o capire perché una fetta più o meno grande di clienti non ha rinnovato il proprio abbonamento o perché quel cliente che sembrava convintissimo di iscriversi non ha messo in atto questo proposito. Per questo nasce sempre più la necessità di acquisire dei metodi di lavoro per trasformare i visitatori in clienti, i frequentatori occasionali in fedeli; e quando tutto questo non avviene capire perché non è accaduto.

1. Le percentuali di lavoro Il muscolo per crescere ha bisogno di lavorare tra il 70 e l'80% del proprio massimale.

La pseudocromidrosi plantare è una patologia del piede molto diffusa fra i giovani sportivi - in particolare colpisce atleti che svolgono discipline come il basket

Il bisogno di avere muscoli ben allenati si percepì tra il V e IV secolo avanti cristo, in quanto servivano soldati prestanti per combattere in guerra.